come diventare giornalista footballnews24.it

Per comprendere al meglio come arrivare ad intraprendere una professione, è anzitutto doveroso chiarire la legge che la regola. Nel caso del giornalismo, si fa riferimento ad un’attività intellettuale e la norma in questione (n°69/1963) è quella che fonda l’Ordine dei giornalisti ed effettua la divisione tra pubblicisti e professionisti. Spesso si pensa all’uno come lo step precedente dell’altro, ma la differenza profonda risiede su un altro piano. Il pubblicista è colui il quale, insieme all’attività di giornalista, svolge altre professioni. Il professionista, di contro, si dedica solo ed esclusivamente al giornalismo come lavoro

La confusione dei decenni passati causava fatica nel rispondere alla fatidica domanda: come si diventa giornalista? Per fortuna, ora, i passi da seguire sono più chiari e definiti, anche grazie all’avvento delle testate web che hanno favorito il lavoro diretto sul campo. Chiunque abbia una passione per questo mestiere, può aspirare a diventare un giornalista, dato che non è richiesto un particolare titolo di studio universitario, ma solo la licenza media. Ciò non toglie che il contesto didattico attorno alla professione sia nettamente migliorato negli ultimi tempi, grazie alla presenza di Master, Corsi intensivi e Corsi di Laurea Triennale e Magistrale che preparano alla teoria e alla pratica. Senza dubbio un plus, culturale e di curriculum, per chi ne ottiene l’attestato.

L’Ordine dei giornalisti

Ordine dei giornalisti

L’Ordine dei giornalisti, in breve Odg, è stato fondato nel lontano 1963. È l’ente che gestisce i giornalisti in Italia, tutti iscritti ad un Albo che permette di svolgere l’esercizio della professione. Ha compito di tutela e vigilanza sui propri membri ed ha una struttura ben definita. Al vertice vi è il Consiglio nazionale che gode di 60 membri, mentre ogni singolo Ordine ha una sede regionale, un presidente, un vice, un segretario e un collegio. Nel Consiglio vi sono quattro sezioni: ricorsi, diritto, cultura ed amministrazione. 

Un Ordine dei giornalisti regionale è composto da:

  • Assemblea
  • Consiglio
  • Presidente
  • Collegio dei conti
  • Consiglio della disciplina

L’Ordine dei giornalisti, in alternativa al percorso di 18 mesi di praticantato, riconosce allo stesso modo la frequenza e il superamento di due anni all’interno di una scuola di giornalismo da esso riconosciuto. Esse sono ben 12 su tutto il territorio italiano: due a Torino, tre a Milano, una a Bologna, due a Roma, una a Urbino, Perugia, Bari, Salerno e Napoli.

Come diventare giornalista pubblicista

Giornalista pubblicista

Per diventare un giornalista pubblicista, alcuni aspetti sono comuni a livello nazionale mentre altri cambiano a seconda dell’Ordine dei giornalisti della Regione d’appartenenza dell’aspirante giornalista. Di base, e ciò vale per tutti, occorre svolgere un’attività giornalistica retribuita e continuativa di almeno 24 mesi in una testata riconosciuta – o in più testate riconosciute – regolarmente diretta da un iscritto all’Albo e registrata presso l’Ordine. Non serve svolgere alcuna prova aggiuntiva, ma:

  • Bisogna non avere precedenti penali
  • Serve presentare gli articoli firmati dal richiedente, pubblicati su testata/e riconosciuta/e, con certificazione da parte del direttore (o direttori), che testimonino la continuativa collaborazione di almeno 24 mesi
  • Bisogna presentare la fotocopia del contratto di collaborazione sottoscritto con la testata con cui si collabora
  • Occorre presentare la documentazione dei compensi percepiti nell’arco dei 24 mesi

Ed è qui che ci affacciamo sugli aspetti che variano a seconda dell’Ordine in cui ci si andrà ad iscrivere, quello della propria Regione di appartenenza. Il numero di articoli firmati e controfirmati da presentare è infatti diverso di Odg in Odg, idem per quanto riguarda la cifra da raggiungere con i compensi che la testata deve garantire al richiedente.

Come diventare giornalista professionista

Per diventare un giornalista professionista vi sono alcuni step da seguire:

  • Farsi assumere in qualità di praticante in una testata giornalistica riconosciuta
  • Far recapitare all’Ordine dei giornalisti della propria regione una copia del contratto e una dichiarazione di inizio praticantato
  • Si verrà iscritti nel registro dei praticanti e si potranno cominciare i 18 mesi di praticantato

Per diventare giornalisti professionisti occorre frequentare al termine dei 18 mesi di praticantato un corso di formazione tra quelli organizzati dall’Ordine stesso. Al termine delle lezioni, il candidato dovrà superare l’Esame di Stato per diventare giornalista professionista.

L’Esame in questione si svolge a cadenza annuale a Roma e si divide in una prova scritta ed una prova orale. Si parte dallo scritto e ciò si suddivide in tre fasi distinte:

  • La sintesi di un articolo selezionato dal candidato tra due alternative, decise dalla commissione
  • La stesura di un articolo con uno degli argomenti di seguito come tema: Politica, Economia, Sport, Cronaca, Attualità, Cultura, Moda, Spettacolo
  • Un questionario a risposta libera su diritto costituzionale, etica, storia, tecnica e deontologia del giornalismo

Questo ultimo punto viene parzialmente ripreso nella prova orale, che si pone come obiettivo quello di accertare anche nel parlato le conoscenze etiche, giuridiche e tecniche del candidato aspirante giornalista professionista. A prova superata, si chiederà l’iscrizione presso l’Albo dei giornalisti professionisti: bisogna consegnare la domanda di iscrizione e l’attestato che certifichi il superamento dell’Esame di Stato all’Ordine dei giornalisti della propria Regione di residenza.

Scuole di giornalismo: costi e dove trovarle

scuole di giornalismo

Rimanendo nell’ambito degli aspiranti giornalisti professionisti, l’alternativa ai 18 mesi di praticantato è nelle scuole di giornalismo. Non si tratta di classici corsi di laurea triennale o magistrale, ma di Master specifici da frequentare per ottenere il lasciapassare per svolgere l’Esame di Stato. I corsi devono essere necessariamente riconosciuti dall’Ordine di giornalismo, ma il candidato deve per forza essere in possesso almeno di una Laurea Triennale – in qualsiasi ambito, anche scientifico, anche se chiaramente una laurea umanistica potrebbe fornire delle basi decisamente migliori.

I corsi sono di natura biennale e le scuole di giornalismo sono a numero chiuso. E, come anticipato nei paragrafi precedenti, se ne contano ben 12:

  • Master biennale di I livello in Giornalismo (Università di Bari);
  • Master biennale di I livello in Giornalismo (Alma Mater Studiorum Università di Bologna);
  • Master biennale di I livello in Giornalismo a Stampa, Radiotelevisivo e Multimediale (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano);
  • Master biennale di I livello in Giornalismo (Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano);
  • Master biennale di I livello in giornalismo dell’Università degli Studi di Milano / IFG – (Scuola di giornalismo “Walter Tobagi” di Milano);
  • Master biennale di I livello in Giornalismo (Università Suor Orsola Benincasa di Napoli);
  • Centro Italiano di Studi Superiori per la Formazione e l’Aggiornamento in Giornalismo Radiotelevisivo (Perugia);
  • Master biennale di I livello in Giornalismo (Libera Università SS. Assunta LUMSA di Roma);
  • Scuola Superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” (Università LUISS Guido Carli di Roma);
  • Master di I livello denominato “Scuola di Giornalismo Post Laurea” (Università di Salerno);
  • Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” (Università di Torino);
  • Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino.

Ma quanto costa frequentare i suddetti corsi? Una scuola di giornalismo riconosciuta dall’Ordine dei giornalisti ha un prezzo di 10-15mila euro nei due anni obbligatori di frequenza. Al termine di essi, l’unico scoglio da superare per iniziare a svolgere la professione è l’Esame di Stato.

Un corso di laurea classico, invece, dipende sempre dalle tasse universitarie e da un’eventuale sistemazione se si dovesse optare per un percorso di studi lontano da casa. Ma generalmente non si superano i 1500 euro annui.

Il giornalismo sportivo

Giornalismo sportivo

Il giornalismo sportivo è una branchia piuttosto particolare e specifica dell’universo giornalistico. Vista l’espansione costante a livello mediale del calcio, dalla radio alla tv ed oggi fortemente contaminata dal mondo del Web, si è moltiplicata progressivamente la domanda per quanto riguarda gli aspiranti giornalisti sportivi. Lo sport, tuttavia, è in continuo divenire e il mercato dei giornalisti sportivi può dirsi tutt’altro che saturo. Ciò non toglie la presenza di numerose difficoltà nel raggiungimento del professionismo – al pari delle altre tipologie di giornalismo – e nello svolgimento della propria carriera. 

Il giornalista deve essere disponibile 24 ore su 24, disposto a viaggiare, a scrivere un pezzo di notte, a vivere costantemente alla ricerca della notizia. Ebbene, l’ambito sportivo non fa alcuna differenza, visto che in particolar modo il calcio occupa uno slot di rilievo a livello di aziende, in Italia.

Ma perché sviluppare tale premessa in questa sede? È presto detto. Nel corso dei decenni, l’opinione pubblica ha spesso osservato i giornalisti sportivi come professionisti “di Serie B”, con un compito ben più semplice rispetto a colleghi che sono immersi in altri ambiti. Ma il panorama mediale odierno offre al professionista dello sport ben più sbocchi ed il mercato richiede un lavoratore totale: cronista, scrittore, intervistatore, talvolta videomaker.

Aspetti comuni ai giornalisti generalisti, ma con un booster non da poco: il mondo del web. Il nome delle testate, locali e nazionali, dedicate al giornalismo sportivo è celebre e seguito almeno al pari dei corrispettivi politici ed economici. Ciò pone il giornalista sportivo esattamente sullo stesso piano di colleghi che si occupano di altro. Internet ha pregi e difetti, ma è oggettivo che abbia livellato il comparto informativo e lo sport – con il calcio a fare da portabandiera – non fa di certo eccezione.

Come diventare giornalista sportivo

Alla luce di quanto detto, il percorso per diventare giornalisti sportivi è analogo a quello generico, che rende pubblicisti e professionisti. Vien da sé che nel sostenere l’Esame di Stato è consigliato optare per una traccia legata al mondo dello sport, così come è altamente consigliato iniziare il proprio percorso in giovane età. In attesa di intraprendere o meno un percorso nelle scuole di giornalismo riconosciute dall’Odg, è infatti estremamente formativo compiere i 24 mesi di collaborazione per ottenere il tesserino da giornalista pubblicista. Ciò nel mondo del giornalismo sportivo trova terreno fertile, vista la pluralità di testate e la varietà degli argomenti trattati: vi sono testate nazionali, come FootballNews24.it, oppure dedicate ad una squadra in particolare a cui inviare la propria candidatura anche in giovanissima età.

Un giornalista pubblicista può diventare professionista

Abbiamo già chiarito la differenza tra giornalista pubblicista e professionista a tempo pieno. Ciò che non è stato ancora esplicato a dovere, tuttavia, è che l’uno non esclude l’altro, anzi il primo alcune volte si rivela lo step preliminare del secondo. 

In particolare, può capitare che un giornalista pubblicista svolga il proprio lavoro a tempo pieno, dedicando alla professione lo stesso tempo e ricevendo lo stesso tipo di compenso di un giornalista professionista. All’atto pratico, le due situazioni sono analoghe, ma formalmente il primo può completare il proprio percorso per poter richiedere l’iscrizione all’Albo. Come consigliato dall’Ordine dei giornalisti nella propria sezione FAQ, prima di tutto bisogna visionare il CNLG (articolo 36) per verificare se l’attività svolta rientra nei requisiti che tale articolo richiede. Se è così, si può procedere con la richiesta di iscrizione al registro dei praticanti presso l’Ordine regionale di appartenenza. Importantissimo allegare la dichiarazione dell’editore della testata per cui si lavora, che attesti l’effettivo svolgimento esclusivo dell’attività professionale.

Da questo momento, inizia il conteggio dei canonici 18 mesi, al termine dei quali si può inoltrare la richiesta per sostenere l’Esame di Stato. Nel corso di tale periodo, bisogna frequentare uno dei corsi riconosciuti dall’Ordine dei giornalisti – disponibili anche online – e successivamente attestare all’Ordine della Regione di residenza di aver completato tale ciclo didattico.

Come diventare giornalista pubblicista: costi, articoli richiesti e retribuzione minima per ogni Regione italiana

Abruzzo

Costi: 300,62 euro (carta da bollo da 14,62 euro, tassa di concessione governativa da 168 euro, 118 euro per diritti di segreteria)

Articoli richiesti: Per i giornali quotidiani, le agenzie di stampa e i giornali telematici quotidiani un minimo di 60 articoli. Per i settimanali 40. Per i periodici 20.

Retribuzione minima nel biennio: 1.500 euro da attestare con modello riepilogativo di fine anno o ricevute (minimo 3-4 per ciascun anno)

Basilicata

Costi: 362,62 euro (80 euro per diritti di segreteria, 100 euro per quota annuale di iscrizione, 168 euro di tassa di concessione governativa, 14,62 euro di marca da bollo)

Articoli richiesti: 30 articoli per ogni anno del biennio documentato

Retribuzione minima nel biennio: Il Consiglio riterrà congrua una retribuzione che non sia inferiore al 10% di quanto stabilito dal Tariffario del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti relativo all’anno di pubblicazione degli articoli presentati

Calabria

Costi: nd

Articoli richiesti: 70 per i quotidiani, 24 per i periodici

Retribuzione minima nel biennio: 3.000 euro per i quotidiani, 1.000 euro per i periodici

Campania

Costi: 362,62 euro (marca da bollo da 14.62 euro, 35 euro al momento della presentazione dell’istanza, dopo l’ammissione dell’istanza versamento di 168 euro, pagamento all’Ordine una tantum di 55 euro, 90 euro di quota annuale

Articoli richiesti: almeno 70 articoli firmati o siglati (non oltre il 20 per cento del totale)

Retribuzione minima nel biennio: 1.000 euro, da attestare con copia delle ricevute (ritenute d’acconto) di tutti i compensi giornalistici percepiti

Emilia-Romagna

Costi: 337,62 euro (marca da bollo da 14,62 euro; versamento per diritti segreteria esame domanda di 80 euro; diritti segreteria iscrizione 75 euro; tassa di concessione governativa 168 euro)

Articoli richiesti: 60 articoli nell’arco del biennio per chi collabora con quotidiani, 40 per settimanali e quindicinali, 30 per periodicità inferiori. Gli articoli non firmati o in fotocopia necessitano di una ulteriore dichiarazione del direttore responsabile che ne confermi l’effettiva redazione.

Retribuzione minima nel biennio: 1.000 euro. Per documentare la retribuzione percepita possono essere allegati: sostituto d’imposta o CUD rilasciati annualmente per la denuncia dei redditi; copia delle singole ricevute a saldo rilasciate dal committente nelle quali sia indicato il periodo cui si riferiscono, l’imponibile e la relativa ritenuta d’acconto effettuata.

Friuli-Venezia Giulia

Costi: 387 euro (90 euro per quota annuale Albo, 103,50 euro per diritti di nuova iscrizione, 25,50 euro per la tessera professionale, 168 euro per tassa di concessione governativa)

Articoli richiesti: non meno di 50 articoli per i quotidiani – in ragione di due al mese circa -, 30 per i settimanali, 20 per i mensili

Retribuzione minima nel biennio: viene valutata di volta in volta dal Consiglio

Lazio

Costi: 500,62 euro (marca da bollo da 14,62 euro; 200 euro di tassa d’iscrizione; 168 euro di tassa per concessioni governative; all’atto dell’iscrizione dovrà essere versata la quota per l’anno in corso pari a 100 +18 euro)

Articoli richiesti: 80 articoli di cui 65 a propria firma e 15 tra siglati e con pseudonimo

Retribuzione minima nel biennio: 5.000 euro da attestare con ricevute o fatture periodiche (al massimo quadrimestrali)

Liguria

Costi: 387,62 euro (marca da bollo da 14,62 euro; 80 euro diritti di segreteria; dopo l’accettazione della domanda, 100 euro di quota iniziale, 25 euro per il tesserino, 168 euro di tassa per concessione governativa)

Articoli richiesti: 60-70 per i quotidiani, 48 per i settimanali, 24 per i mensili

Retribuzione minima nel biennio: retribuzione non inferiore al 10 per cento di quanto previsto dal Tariffario nazionale relativamente all’anno di pubblicazione e al numero di articoli presentato; da attestare con documentazione nominativa e legalmente valida.

Lombardia

Costi: 282,62 euro (marca da bollo da 14,62 euro; tassa di ammissione 100 euro; dopo l’accettazione della domanda, 168 euro per tassa di concessione governativa)

Articoli richiesti: 65 quotidiani e settimanali, 40 mensili

Retribuzione minima nel biennio: 1.000 euro. La retribuzione deve essere dimostrata con copia delle ricevute dei compensi percepiti nell’ultimo biennio.

Marche

Costi: 397,62 euro (110 per diritti di segreteria + 105 per quota annuale d’iscrizione, tassa di concessione governativa di 168 euro, marca da bollo da 14,62 euro)

Articoli richiesti: circa 70 articoli nel biennio, comunque non meno di 50. Gli articoli siglati o non firmati devono essere meno della metà

Retribuzione minima nel biennio: 750 euro nel biennio. La retribuzione deve essere dimostrata con copia delle ricevute dei compensi percepiti nell’ultimo biennio

Molise

Costi: 467,62 euro (carta da bollo da 14,62 euro, versamento di 160 euro per diritti di segreteria che non verranno restituiti in caso di rigetto della domanda, 168 euro per tasse di concessione governativa. All’atto dell’iscrizione dovrà essere versata la quota per l’anno in corso pari a 100 euro+25 euro)

Articoli richiesti: 70 articoli per i quotidiani; 50 per i settimanali, bi e trisettimanali; 40 per i quindicinali; 20 per i mensili ed altre periodicità

Retribuzione minima nel biennio: 1.000 euro netti, da attestarsi con documentazione comprovante l’erogazione di compensi per almeno 500 euro annui netti

Piemonte

Costi: 242,62 euro (carta da bollo da 14,62 euro, 60 euro per diritti di segreteria, 168 euro di tasse di concessione governativa)

Articoli richiesti: per i quotidiani minimo di 70 articoli negli ultimi 24 mesi; pubblicazioni settimanali, bi o trisettimanali: minimo di 60 articoli negli ultimi 24 mesi; pubblicazioni quindicinali: minimo di 40 articoli negli ultimi 24 mesi; pubblicazioni mensili o con altre periodicità: minimo di 20 articoli negli ultimi 24 mesi. Per gli articoli non firmati, firmati con pseudonimo o siglati, occorre una controfirma del direttore responsabile

Retribuzione minima nel biennio: 1.250 euro da attestare con copia delle ricevute dei compensi percepiti negli ultimi ventiquattro mesi. Obbligatorio dimostrare che i compensi sono stati assoggettati a ritenuta d’acconto.

Puglia

Costi: 372,62 euro (carta da bollo da 14,62 euro, tassa per concessioni governative da 168 euro, 190 euro per diritti di Segreteria – importo che sarà restituito nel caso di mancato accoglimento della domanda di iscrizione)

Articoli richiesti: 60 articoli nel biennio

Retribuzione minima nel biennio: retribuzione non inferiore al 10 per cento di quanto previsto dal Tariffario nazionale relativamente all’anno di pubblicazione e al numero di articoli presentato; da attestare con documentazione nominativa e legalmente valida

Sardegna

Costi: 282,62 euro (100 euro per diritti di segreteria, tassa di concessione governativa da 168 euro, marca da bollo da 14,62 euro)

Articoli richiesti: non meno di 40 articoli regolarmente retribuiti (con annessa documentazione contabile e copia degli articoli stessi) pubblicati nell’arco di due anni.

Retribuzione minima nel biennio: 300 euro corrisposti in non meno di quattro soluzioni semestrali

Sicilia

Costi: 582,62 euro (marca da bollo da 14,62 euro; 400 euro di spese di istruzione pratica, di cui 266 a fondo perduto e 134 restituibili in caso di reiezione della domanda; 168 euro per tassa di concessione governativa).

Articoli richiesti: almeno 90 articoli scritti e pubblicati nell’arco dell’ultimo biennio, se questi vengono pubblicati su quotidiani, e di 60 su periodici; nel concetto di “articolo” non rientra la notizia in breve. Gli articoli non firmati non dovranno superare comunque il 20% del totale (18 su 90 e 12 su 60).

Retribuzione minima nel biennio: 1000 euro da attestare con modelli F24 rilasciati al massimo per ogni anno di attività e non cumulativi.

Toscana

Costi: 506,24 euro (carta da bollo da 14,62 euro; da presentare dopo l’accettazione della domanda: ricevuta di versamento della tassa di concessione governativa di 168  euro, assegno di 323,62 euro corrispondente a 200 euro per quota di prima iscrizione, a 95 euro per la quota dell’anno in corso, a 25 euro per la tessera e 3,62 euro per bolli quietanza)

Articoli richiesti: le ricevute dei compensi devono essere almeno due per ciascun anno

Retribuzione minima nel biennio: è ritenuto sufficiente un compenso per ogni singolo servizio non inferiore al 25% di quello previsto dal Tariffario dell’Ordine, oppure una retribuzione complessiva del biennio di almeno 1033 euro per i quotidiani a diffusione locale e di 1549 euro per quelli a diffusione nazionale, e di almeno 671 euro per i periodici a diffusione locale e di 1033 euro per quelli a diffusione nazionale

Trentino-Alto Adige

Costi: 292,62 euro (carta da bollo da 14,62 euro, tassa di concessione governativa da 168 euro, tassa d’iscrizione di 110 euro di cui 10 di diritti di segreteria)

Articoli richiesti: 50 per i quotidiani, 25 per i periodici

Retribuzione minima nel biennio: nd

Umbria

Costi: 262,62 euro (tassa di concessione governativa da 168 euro, marca da bollo da 14,62 euro, 80 euro quale tassa di ammissione)

Articoli richiesti: almeno 80 articoli per collaborazione ai quotidiani, almeno 70 per periodici settimanali, 60 per periodici quindicinali e 30 per mensili.

Retribuzione minima nel biennio: 900 euro. Non sono ammessi pagamenti che cumulino periodi superiori a quattro mesi.

Valle d’Aosta

Costi: 392,62 euro (carta da bollo da 14,62 euro, 60 euro per diritti di segreteria; da versare dopo la presentazione della domanda e su richiesta della segreteria: tasse e concessioni governative per 168 euro; 50 euro per il rilascio della tessera professionale, 100 euro per quota annuale di iscrizione)

Articoli richiesti: 40 articoli da attestare con modello riepilogativo di fine anno o con ricevute e quietanza di ritenuta d’acconto (non meno di 3 o 4 per ciascun anno)

Retribuzione minima nel biennio: i compensi percepiti non potranno essere inferiori ad un importo tale da coprire l’ammontare delle quote minime previste dalla legge: iscrizione all’Ordine e contributi minimi dovuti all’Inpgi Gestione Separata.

Veneto

Costi: 464,43 euro (180 euro quale tassa di iscrizione all’elenco, marca da bollo da 1,81 euro, tassa di concessione governativa da 168 euro, marca da bollo da 14,62 euro, ad iscrizione avvenuta dovrà essere versata la quota d’albo annuale di 100 euro)

Articoli richiesti: 60 nell’arco del biennio per chi collabora con quotidiani, 40 per settimanali e quindicinali, 24 per periodicità inferiori.

Retribuzione minima nel biennio: 1.000 euro. Non è ritenuto valido il pagamento corrisposto in unica soluzione o al termine del biennio.

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